MAB Ensemble

BIANCAROSAROSSA

da una fiaba dei Fratelli Grimm
scritto, diretto e interpretato da Monica Ceccardi e Irene Fioravante
disegno luci Claudio Modugno
progetto sonoro Stefano Papetti
costumi e scenografia Marco Ferrara
tecnico Claudio Modugno

periodo residenza novembre 2015

Due attrici e un lied di Schubert. Chi sta cantando? Una, entrambe o nessuna? Lo spazio del teatro è un grembo che non accoglie. Buio. Torna la luce e si entra nella fiaba di Biancarosa e Rosarossa: un mondo bellissimo e due sorelle bambine, diverse ma in armonico equilibrio, esuberanza e mitezza, una rosa rossa e una rosa bianca. La madre, fonte che rende possibile quell’armonia, le lascia libere di andare, fino all’orlo di un abisso. La fiaba si frantuma. Era un sogno? Le due sorelle nel cinismo del presente scoprono l’ingratitudine. Incapaci di compassione, spezzano il contatto con la loro madre interiore. La madre reale, divenuta una vecchia difficile da accudire, finirà in ospizio. Bianca e Rosa credono di aver trovato la libertà liberandosi di lei, ma quella libertà senza radici è uno sradicamento che le strappa a loro stesse.
Nel presente della scena - che scivola alternativamente tra idillio e incubo, tra visione armonica e dissonanza, con la partitura sonora a scandire equilibri e frantumi - quell’antica fiaba diventa dunque una storia cupa, viaggio rovesciato e distorto di antieroine degli anni dieci. Viaggio nella mente di una donna che vive schiantata dalle sue contraddizioni. Dalle distanze siderali delle loro inquietanti solitudini, entrambe le sorelle, le due metà di quell’uno, sentiranno che il loro corpo inaridito vorrebbe aprirsi al dono della vita, e sorgerà urgente la domanda: Essere o non essere madre? Nessuna risposta sembrerebbe possibile in un tale mondo disumanato, ma ecco che dalle profondità dell’inaspettato sorge la benedizione della madre, che rivela la Parola, semplice e chiara.
Progetto finalista al Premio Scenario 2015.

MAB ensemble è una compagnia teatrale nata a Verona nel 2014 dall'incontro di artisti del teatro e delle arti visive. Dopo varie e comuni esperienze in altre formazioni, decidono di dare vita ad un teatro inteso come forma d’arte totale, in cui vogliono creare, stare, credere.
Cerchiamo un teatro che valorizzi la forza poetica di una messinscena in equilibrio armonico tra suono, rumore, gesto, parola, immagine, luce. Cerchiamo un teatro che sia visione brutale e disincantata e al tempo stesso parola lirica e danzata.
Cerchiamo la fusione di ogni elemento nel crogiuolo che tutti li comprende. Un teatro che affonda le sue radici nella potenza, complessa e difficile, della semplicità. Un teatro che rigetta tutto ciò che è approssimativo e non necessario.  Un teatro totale, in equilibrio tra tradizione e innovazione.

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