Teatraz

CESSI PUBBLICI

di Guo Shixing
regia e traduzione di Sergio Basso
con Francesco Meola, Paolo Mazzanti, Cristina Castigliola, Elena Nico, Lidia Castella, Lucia Messina, Federico Dilirio, Valentina Fois, Mattia Giordano, Claudia Gambino, Eva Martucci, Mele Ferrarini
compagnia Teatraz

periodo residenza febbraio 2016

L’evoluzione di Pechino nella seconda metà del Novecento è raccontata impietosamente attraverso un cesso pubblico, il suo custode, i frequentatori del quartiere: chi fa carriera, chi si arrampica socialmente, chi naufraga nonostante tutte le buone intenzioni, chi si perde e chi si reinventa. Chi svende i propri sogni e chi resiste, spezzandosi. Uomini e donne. Dagli anni Settanta ai giorni nostri. Dalla rivoluzione culturale al Grande Decollo Economico. Il tutto in soli tre giorni: uno nel 1975, uno nel 1985, uno nel 1995.
Un cesso pubblico come luogo della memoria, un luogo dove fare i conti con i propri fantasmi, al punto che il protagonista – che del cesso pubblico è il gestore – vi viene assalito dalle proprie colpe, in un delirio allucinatorio. La Cina non ha conosciuto la nostra crisi, che lacera le nostre giovani generazioni dal 2008. Ma la società cinese comunque è oggi spaccata in due: la vecchia generazione formata agli ideali confuciani, di sobrietà e rispetto reciproco; i giovani rampanti che idolatrano il dio denaro e bruciano tutto sull’altare dell’ambizione. È un po’ come un treno in corsa su cui il macchinista ha dimenticato dove stiano i freni. Del resto, anche la nostra Italia ha subito cambiamenti abissali dalla metà degli anni Settanta ad oggi, e questi cambiamenti hanno inciso cicatrici su di noi. Sono convinto che questo parallelismo tra i trascorsi di Cina e Italia possa risuonare nell’anima dello spettatore italiano, ed è su questo che voglio lavorare nell’allestimento.

La compagnia Teatraz nasce nel 2001.
Diversi suoi componenti si conobbero nel 2000 nel corso dell'Alta Scuola per il Teatro diretta dal regista russo Jurij Alschitz. Nel corso degli anni la formazione ha accolto nuovi componenti a seconda dei progetti, dedicandosi anche a progetti cinematografici, di animazione e documentari.
Ha messo in scena soprattutto drammaturghi contemporanei, italiani e stranieri, con un’attenzione particolare ai temi dell’attualità, e con testi scritti spesso apposta per la Compagnia: il tema dell’omosessualità in Claire Dowie (Colando) e Michel-Marc Bouchard (Le Muse Orfane), la violenza di Stato e i caleidoscopici anni Settanta nella storia di Giorgiana Masi (Il martello sui coglioni fumanti), l’autoironia delle difficoltà produttive nel teatro oggi in Mele Ferrarini (Volevo i soldi di Ronconi), l’eredità ardua dei miti classici in Paolo Bignamini (Antigone Z).
Ha lavorato a lungo su un allestimento de Il Gabbiano di Cechov in piscina e su un testo scintillante di Rocco D’Onghia, La camera bianca sopra il mercato dei fiori.
La direzione artistica è di Sergio Basso.

Photogallery

Condividi su