Vico Quarto Mazzini

LITTLE EUROPA

regia di Michele Altamura e Gabriele Paolocà
con Michele Altamura, Gemma Carbone, Gabriele Paolocà, Maria Teresa Tanzarella
liberamente ispirato a Il piccolo Eyolf di Henrik Ibsen
produzione TRIC Teatri di Bari, Associazione culturale Gli Scarti, VicoQuartoMazzini
con il sostegno di Straligut Teatro, Corte Ospitale, FuoriLuogo, Jobel Teatro
compagnia Vico Quarto Mazzini

periodo residenza marzo 2016

Europa è un animaletto brutto, senza peli, malaticcio.
Lui e lei si prendono cura di Europa ma nessuno dei due gli vuole veramente bene.
Europa muore. Annega, solo, nel mare.
Lui accusa lei. Lei fa lo stesso.
Quando l'abbiamo perso di vista? Di chi è la colpa?
Perché ce lo tenevamo se lo detestavamo?
Perché non mi ami più?

Passioni disordinate, impulsi solitari dell'anima, questo è ciò che si annida in ognuno di noi e questo è ciò che portiamo nell'unione con l'altro. Il bisogno di condivisione nasconde sempre, dall'altra parte della medaglia, la paura di abbattere le fondamenta della nostra personalità. 
Qualunque sia l'unione,una relazione di coppia, una nazione, un continente, il separatismo individuale contamina la nostra visione del prossimo e il nostro giudizio a riguardo. 
I compiti che queste relazioni ci impongono, siano questi la tutela di un figlio o il rispetto di una cultura diversa dalla nostra, pretendono la rinuncia ai nostri individualismi, ai nostri nazionalismi e ai nostri razzismi: pretendono l'allargamento dei nostri orizzonti culturali.
“Little Europa” è uno spettacolo che trae spunto dalla pièce Il piccolo Eyolf di Heinrik Ibsen e mira a generare una riflessione sulle motivazioni che spingono l'essere umano a costruire sistemi sociali e sulle motivazioni che poi lo spingono a distruggerli. 
Ne Il picolo Eyolf il dramma è tutto nei colloqui tra i due personaggi - un marito e una moglie che, troppo impegnati a rinfacciarsi le proprie colpe, non si accorgono che il loro figlio sta annegando in mare. Nei dialoghi dei suoi personaggi Ibsen ha trovato nuove forme di tortura ragionata e non si serve più della catastrofe, né delle ribellioni. La poesia dell'ineluttabilità non ha più bisogno di antecedenti, si svolge tutta in poche ore e nella crisi di poche ore si riassume il destino dell'umanità.
Attraverso la crisi di un rapporto , e cioè il momento in cui le incompatibilità e le incomprensioni si acuiscono e gli individualismi riconquistano il loro primato, si racconterà la libertà e la gabbia dell'esser se stessi di fronte all'altro, delle regole e delle sue trasgressioni, dell'appartenenza e del solipsisimo. 
Le responsabilità che questa Europa ci chiede per crescere e diventare un organismo di “sana costituzione” sono le stesse che vengono richieste a dei genitori per formare un individuo. Siamo pronti a passare notti insonni per lei? A pulire la sua merda? Siamo pronti a comprendere le sue stravaganze, le sue debolezze, i suoi insegnamenti?
Si analizzeranno i luoghi comuni che definiscono le differenze presenti all'interno della comunità europea, le si porterà all'eccesso , al punto di rottura, si affronteranno scenari post-europei, apocalittici, si metterà l'uomo di fronte alla possibilità della fine. 
Attraverso l'utilizza di lingue diverse e della lingua comunitaria, l'inglese, si indagherà l'incomunicabilità, l'impotenza del linguaggio, il bisogno di rinnegare le proprie origini e il desiderio di allungare lo sguardo oltre la gabbia/alcova chiamata patria. 
“Soltanto sappilo: non è l'amore che ti spinge a far questo. Spesso hai parlato di responsabilità umana.”
Il Piccolo Eyolf; Heinrik Ibsen

Little Europa è la seconda tappa di un focus sull'autore Norvegese Heinrik Ibsen. 
Il primo step è stato la realizzazione di Vivere è guerra con i troll del cuore e del cervello, un radiodrammma andato in onda su Radio Tre nel novembre 2015.
Un focus personale che analizza l'opera tardiva e meno conosciuta di Ibsen per approfondire il tema del “Collasso” inteso come la scelta di una fine in vista del cambiamento.

Il radiodramma è ascoltabile a questo indirizzo vqmteatro

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