MADRI SNATURATE

Data spettacolo

17

luglio
2017

Corte Ospitale

Ore: 21:30

ideato e scritto da Elisa Bottiglieri e Raffaele Rezzonico
con Elisa Bottiglieri
drammaturgia Raffaele Rezzonico
luci di Marco D’Andrea
consulenza progetto tecnico Maurizio “Willy” Tell
prodotto da Bottiglieri/Rezzonico
coproduzione: Associazione Mirmica e Acqua su Marte
in collaborazione con La Corte Ospitale

anteprima nazionale

Uno stabilimento balneare di una piccola cittadina di mare affacciata sul mediterraneo. Una mattina, fra sdraio e ombrelloni appare, e chissà da dove, un bambino piccolo e apparentemente solo. Durante la giornata molte donne lo incontrano: lo toccano, ci giocano, parlano con lui. Ma le ore passano e il bambino senza nome resta lì.
Lo spettacolo è il risultato di una ricerca sulle molte forme che oggi può assumere l’esperienza della maternità. In diverse donne o anche in una sola. Perché nelle pressanti richieste del quotidiano è difficile avere il tempo per ripensare a ciò che si è vissuto. Tanto, troppo. Così tanto e così troppo che forse vale la pena di riderci su.
L’anteprima di ‘Madri Snaturate’ alla Corte Ospitale, senza la cui ‘ospitalità’ il lavoro non avrebbe potuto esistere, rappresenta il primo incontro con il pubblico: un momento di confronto prezioso prima di entrare nell’ultima fase della produzione.


NOTE / Elisa Bottiglieri:

‘Porti una sacchetta per il cambio abiti con il nome di sua figlia ricamato!’ - mi hanno detto all’asilo. ‘Ma come ricamato? Io non so ricamare’. Lo dico sorridendo, aspettandomi immediata complicità. ‘Allora lo faccia ricamare dalla nonna’ – risponde gelida la maestra.
La nonna? Mia madre non ha mai saputo nemmeno attaccare un bottone!
A casa, mentre scrivo con il pennarello nero il nome di mia figlia sulla sacchetta, si insinua un piccolo, strisciante, senso di colpa…
E così per ogni gesto, per ogni scelta, grande o piccola.
Le pressioni sociali tendono a voler definire che mamma sei, la mamma che dovresti essere.
Mi sono chiesta perché avvenisse tutto questo. Mi sono confrontata con alcuni saggi, con il mondo web delle madri, con i messaggi pubblicitari e i suoi sottotesti.
Attraverso un questionario ho cercato un incontro diretto con altre donne che hanno affrontato la maternità in modi molto differenti.
Nel nostro primo spettacolo, ‘Milena’, io e Raffaele Rezzonico abbiamo indagato la solitudine, il vuoto, e la vertigine che ne consegue, raccontando una donna chiusa nella sua casa e nascosta nelle sue pochissime (in)certezze.
Oggi abbiamo intrapreso un altro racconto che vede alternarsi svariati personaggi femminili, ognuno dei quali per diversi motivi viene attraversato dall’esperienza della maternità.
Ci stiamo chiedendo cosa vuol dire essere madre oggi, se esiste un ruolo materno, e chi riveste questo ruolo e in che modo. Madre è colei che ha generato un figlio?
Lo stiamo facendo tentando di mettere in crisi, innanzitutto dentro di noi, luoghi comuni e tabù che appartengono alla sfera della maternità, cercandone le frizioni e contraddizioni.
Ci siamo accorti di nuotare in un mare vasto e ondoso.

NOTE / Raffaele Rezzonico:

Non ho figli. Sono un maschio, la maternità è qualcosa di distante.
L’idea di questo spettacolo è arrivata da Elisa che invece ha vissuto questa esperienza da poco.
Ho cercato quindi una posizione di ascolto, provando a sfuggire alle interpretazioni facili che millenni di cultura maschilista ci hanno insegnato. Mi sono accorto di quanto sia difficile.
Di quanto deve esserlo per una madre di oggi, che attraversa questa esperienza enorme dovendo mantenere sempre una reattività immediata e senza soste.
Ci sono mille sensazioni, paure, desideri, proiezioni, diversissime tra loro.
Convivono tutte insieme e non c’è mai tempo per rifletterci e chiedersi cosa si vuole diventare.
Mi ha ricordato la luce bianca. Quando a scuola ti fanno vedere che la luce, se utilizzi un prisma, si scompone nei colori dell’arcobaleno. Ma se i colori sono tutti insieme non li vedi più. Vedi solo bianco.
Ciò che mi interessava, in questo processo di metamorfosi da un personaggio all’altro compiuto da Elisa, era capire se lei, come un prisma, poteva districare e mostrarci alcuni di questi colori. La loro evoluzione.
La sala prove, i confronti, le discussioni, hanno avuto un ruolo centrale nel definire gli elementi della scrittura scenica.
Abbiamo immaginato di guardare alcune madri così come si manifestano agli occhi del quotidiano, in uno stabilimento balneare.
Un luogo curioso, dove intimità e rappresentazione convivono e ciò che è privato e ciò che è pubblico si distingue per linee invisibili e confini mobili.
Qual è il mio spazio? Guardo o non guardo il corpo che mi sta accanto?
O quel bambino che sembra solo?


Informazioni e biglietteria

Intero > € 10.00
Ridotto under 25 anni / over 65 anni, soci ARCI, soci COOP > € 8.00
Ridotto Carta DOC (docenti Emilia-Romagna) e studenti universitari di Modena e Reggio Emilia > € 5.00

La biglietteria è aperta a partire da un’ora prima dello spettacolo.
Biglietti in prevendita presso gli uffici della Corte Ospitale in via Fontana 2 a Rubiera, dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 13. Prenotazioni telefoniche al numero 0522 621133 dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 13; via mail all’indirizzo segreteria@corteospitale.org.

Prevendita su www.vivaticket.it

Ogni sera di spettacolo all’interno de La Corte Ospitale è attivo un servizio bar.
La Corte Ospitale è in via Fontana 2 a Rubiera (RE) Tel. 0522 621133
info@corteospitale.org | www.corteospitale.org

 

 

 

 

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