Forever Young | Ellis Island

Sala Teatrale - compagnia finalista progetto residenziale

Data spettacolo

28

giugno
2016

Corte Ospitale

Ore: 21.30

di e con Maurizio Igor Meta
in “creation residency” presso La MaMa Experimental Theatre New York
in collaborazione con La Corte Ospitale, La MaMa Umbria International
con il sostegno di Kilowatt Festival
compagnia Maurizio Igor Meta

«... mare di coperte che coprono uomini mare di uomini che coprono coperte
mare di scialli cappelli e pensieri annegati in mani incrociate
di sguardi taciuti e teste crollate
Mare di un'armonica che suona d'audacia
mare di sfida mare di coraggio
mare di sogni
in mano a una fiaccola …»
Maurizio Igor Meta

Ellis Island è il Viaggio della Vita.
Faccio ancora parte di quella fortunata generazione che da bambino ha passato gli inverni davanti al fuoco del camino ad ascoltare i racconti dei nonni e degli zii più anziani. Racconti come meravigliose epopee di eroi in lotta per la Vita. Racconti di emigranti, di fatica, di fame, racconti di guerra, ma, su tutto, racconti d’Amore. Lo scorso novembre mi sono imbarcato su una nave cargo dal porto di Napoli, per ripercorrere i passi del mio bisnonno Domenico, che alla fine dell'800, a ventun'anni, decise di partire per l'America, viaggiando in Steerage, e sbarcando a New York il 26 novembre 1890, dopo ventuno giorni di navigazione. Fu ammesso negli Stati Uniti, dove lavorò per la Pennsylvania Railroad, pala e piccone. Da allora, nell’arco di trent’anni, è partito e ripartito altre cinque volte, passando per Ellis Island. Sono voluto partire a novembre sia per l’alto valore simbolico, sia per avvicinarmi quanto più possibile alle sue condizioni. In nave ho frequentato i luoghi che gli emigranti vivevano quotidianamente, come il ponte di coperta - il lower deck - e la stiva. Durante il viaggio non ho utilizzato né internet né il telefono, nemmeno al mio arrivo a Port Elizabeth, avvenuto, come il mio bisnonno, dopo ventuno giorni di navigazione, e ho scritto una lettera a casa per avvisare del mio arrivo. A New York, per tre mesi ho abitato le medesime strade dove il mio antenato visse - il 110 di Mulberry Street a Litlle Italy, e l'ormai demolito tenement del 311 di Rivington Street, nel Lower East Side -, attraversando gli stessi luoghi, tra cui Ellis Island e la Battery, con l'ormai demolito, anche qui, Barge Office, fino a camminare lungo le rotaie, alcune abbandonate, delle ferrovie alla cui costruzione ha probabilmente lavorato, tra queste, il Communipaw Terminal, Sunnyside Yard, Greenville Yard, i North River Hudson Tunnel, l'Erie Cut. Partendo dalle sensazioni avute nel ripercorrere il suo cammino - dalla traversata oceanica al Lower East Side alle ferrovie abbandonate -, e combinandole con le ricerche storiche sulla vita degli immigrati italiani, sto costruendo un monologo che evochi il momento della partenza, il viaggio in nave, l'arrivo ad Ellis Island, la fatica sulle rotaie, fino al ritorno alle origini, in una sorta di viaggio epico e poetico che usi, in particolare, gli antichi e “semplici” strumenti della voce e del corpo, coniugando la dinamica del movimento con la musicalità della parola. Ellis Island è un un monologo, un libro e un documentario. Non è qualcosa che ha a che fare solo con la memoria. Non solo ha a che fare con me stesso, con la mia vita, la mia identità, e col profondo legame con la mia terra e le mie origini, ma è qualcosa che riguarda più specificamente ogni essere umano: è un tributo all’Origine. Ha a che fare con la natura dell’uomo, il suo presente, quella innata capacità di sfidare l’Ignoto, di fare quel “salto nel buio” che più propriamente è un “salto nella Vita”, che ci vien dalla Nascita, dall’Origine appunto. Ecco, si tratta “solo” di accettare di brancolare nella Vita, e di Viverla.

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