La Corte Ospitale

luned́ 5 novembre 2007

Indemoniate di Giuliana Musso e Carlo Tolazzi

Lo spettacolo racconta dello straordinario caso di possessione collettiva che esplose in Carnia, nel paesino di Verzegnis, nella primavera del 1878, come una vera e propria epidemia che coinvolse dapprima sette ragazze e poi, in poche settimane, si estese a una quarantina di donne, maritate e anziane.
Le crisi si verificarono a intervalli irregolari per tutto un anno, comportando deliquio, contorsioni, urla, imprecazioni, riso isterico, emissione di suoni animali. Vanamente contrastato dalla Chiesa con benedizioni, preghiere e, da ultimo, anche esorcismi, variamente classificato (stregoneria per la comunità; possessione diabolica per il clero; malattia isterica per la scienza e lo Stato), il fatto poteva trovare la sua controversa origine in un concorso intrecciato di fattori, dal localismo religioso al malessere femminile, dal confronto con la nuova collocazione nel neonato Regno d'Italia all'esasperazione per una mortalità infantile in forte aumento.
Di fatto, nell'impotenza a decifrare il codice oscuro di quella nevrosi collettiva che metteva in crisi scienza, religione e istituzioni, il rimedio adottato fu quello della repressione e della forza. Metodi autoritari che raggiunsero il loro acme con l'internamento coatto, su provvedimento prefettizio, di 17 donne, condotte da esercito e carabinieri nel manicomio di Udine.
E' dunque una storia di contrasti, che dalla fine dell'Ottocento possono riverberarsi anche sul presente e favorirne una lettura laterale e alternativa o coglierne le latenti contraddizioni, aperte a un gioco di chiaroscuri tra ragione e follia, potere ed emersione anarchica del profondo, cosmos e caos, e, volendo, principio maschile di ordine e impulso femminile di ribellione e protesta.

Lo spettacolo, scritto da Giuliana Musso, autrice e attrice di spettacoli di successo già ospiti delle passate stagioni del centro (Sexmachine e Nati in casa), racconta una storia "sulla soglia", al di là e al di qua di un punto di non ritorno, lungo quella linea di confine tra conscio e non conscio, scienza e rito, controllo e sregolatezza, potere che reprime e trasgressione che grida.
Una volta avvistata, quella linea mette ognuno di fronte alla verità del proprio essere; tutti, anche in questa storia ripescata da poco dall'oblio: il prete, il medico, il sindaco, le famiglie, la comunità del villaggio. Tutti tranne le indemoniate, che non hanno voce e volto, tacciono le loro ragioni, ma continuano a interrogarci e a inquietarci a distanza anche sulla fondatezza della nostra identità civile ed esistenziale di uomini del Duemila.


Lo spettacolo ha debuttato il 29 ottobre 2007 al Teatro Rossetti di Trieste. La data di Rubiera è la prima data in regione.

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