Marco Baliani in Kohlhaas | 23 novembre

La stagione di prosa del Teatro Herberia prosegue sabato 23 novembre, alle ore 21 con Marco Baliani che porta in scena Kohlhaas, uno spettacolo tratto dall’opera “Michael Kohlhaas” di Heinrich von Kleist,di Marco Baliani e Remo Rostagno, regia Maria Maglietta.

La storia di Kohlhaas è un fatto di cronaca realmente accaduto nella Germania del 1500, scritto da Heinrich von Kleist in pagine memorabili.

Kohlhaas è la storia di un sopruso che, non risolto attraverso le vie del diritto, genera una spirale di violenze sempre più incontrollabili, ma sempre in nome di un ideale di giustizia naturale e terrena, fino a che il conflitto generatore dell’intera vicenda, cos’è la giustizia e fino a che punto in nome della giustizia si può diventare giustizieri, non si risolve tragicamente lasciando intorno alla figura del protagonista un’ambigua aura di possibile eroe del suo tempo.

Le domande morali che la vicenda solleva e lascia sospese, sembrarono un modo per parlare degli anni ’70, per parlare di quei conflitti in cui venne a trovarsi la generazione del ’68, quando in nome di un superiore ideale di giustizia sociale si arrivò a insanguinare piazze e città.

Nel racconto orale è come se Baliani avesse aggiunto allo scheletro osseo riconoscibile della struttura del racconto di Kleist, nervi muscoli e pelle che provengono non più dall’autore originario ma dalla sua esperienza, teatrale e narrativa, dal suo mondo di visioni e di poetica.

Così via via il testo originale si è come andato perdendo, lasciando spazio ad un work in progress alla prova di spettatori sempre diversi, anno dopo anno (spettacolo che dal 1990, anno di debutto, gira l’Italia, pietra miliare del teatro di narrazione, che ha superato la millesima replica), in spazi teatrali e non, secondo un procedimento di crescita organica, come si formasse tra le mani un organismo vivente sempre più ricco e differenziato.

Accade nell’arte del racconto orale che per cercare personaggi interiori occorra compiere lunghi percorsi, passare attraverso storie di altre storie, sentirsi stranieri in questo mondo dopo aver tanto peregrinato, fino a trovare quel punto incandescente capace di generare a sua volta nell’ascoltatore un mondo di visioni, non necessariamente coincidenti con quelle di Baliani. L’arte sta nel non nominare troppo, nel cogliere il cuore di un’esperienza con pochi tratti lasciando molto in ombra, molto ancora da compiersi.

In fondo, a voler rivedere all’indietro il mio percorso artistico – afferma Marco Baliani – senza Kohlhaas non sarei arrivato a raccontare Corpo di Stato, racconto teatrale andato in onda in diretta televisiva la notte del 9 maggio, vent’anni dopo la morte di Moro, a poter ritrovare i medesimi conflitti, riuscendo questa volta a parlarne dall’interno, come soggetto coinvolto nei fatti narrati.Un tema antico dunque, tragico nella tradizione e nella forma, che continua a catturarmi, perché il narratore non può che narrare ciò che epicamente lo coinvolge nell’intera sua persona, a me succede così: non potrei raccontare qualsiasi cosa.

 


Per info e prenotazioni:
La Corte Ospitale
tel. 0522 621133 - biglietteria@corteospitale.org