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Al via la stagione di prosa 2016-2017 del Teatro Herberia di Rubiera

La Corte Ospitale presenta la stagione di prosa 2016-2017 del  Teatro Herberia di Rubiera: 
Giuliana Musso, Danio Manfredini, Lella Costa e Marco Baliani, i fuse*, i Carrozzeria Orfeo, i Mamimò, Fausto Paravidino e Marta Cuscunà tra i protagonisti.

 

Il teatro è una grande forza civile, il teatro toglie la vigliaccheria del vivere, toglie la paura del diverso, dell’altro, dell’ignoto, della vita, della morte” Leo De Berardinis

 

La stagione 2016-2017 del Teatro Herberia, ideata e promossa dalla Corte Ospitale, inaugura il 27 ottobre 2016 con la prima nazionale del nuovo e atteso spettacolo di Giuliana Musso, Mio eroe, ispirato alla biografia di alcuni dei 53 militari caduti in Afghanistan. Nello spettacolo, nuova produzione La Corte Ospitale, Giuliana Musso dà corpo e voce alle madri dei soldati morti, in una resa scenica dolorosa e commovente, che si fa anche però testimonianza etica e politica.
Il 2 dicembre in scena ci sarà Danio Manfredini con Vocazione, il viaggio di un artista di teatro nelle sue paure, desideri e consapevolezze legati alla pratica del suo mestiere. Lo spettacolo è una delle tappe di “Danio Manfredini. Una retrospettiva”, progetto sostenuto da ATER Emilia-Romagna che vedrà la presenza di Danio Manfredini con alcuni dei suoi spettacoli cult e con incontri con il pubblico presso gli spazi della provincia di Reggio Emilia e a Sassuolo.

Se nella prima parte di stagione, in programma nell’autunno del 2016, diamo spazio alle produzioni del centro, nelle sale prove e attraverso il dialogo e lo scambio che si crea tra gli artisti residenti, da gennaio 2017 la stagione dà spazio ai protagonisti della scena contemporanea italiana, ai nuovi linguaggi della scena, alle nuove esperienze creative anche esito e frutto di percorsi residenziali, oltre a confermare la presenza di artisti e compagnie noti al nostro pubblico.

Il 17 gennaio 2017 la stagione riparte con Human di e con Marco Baliani e Lella Costa. Il 4 febbraio tornano a Rubiera i Carrozzeria Orfeo con il nuovo spettacolo Animali da bar: in scena Beatrice Schiros, Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Pier Luigi Pasino, Paolo Li Volsi. Ancora spazio a una giovane compagnia, i Mamimò, con un testo vincitore del Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”, riservato ai giovani drammaturghi, quale è Emanuele Aldrovandi, il 16 febbraio con Homicide House, con Marco Macceri, Luca Cattani, Cecilia Di Donato, Valeria Perdonò. Il 4 marzo i fuse* (realtà che opera nell’ambito delle arti digitali e del designcon l'obiettivo, per ogni progetto realizzato, di raccontare storie che possano creare una profonda connessione con il pubblico ispirando un senso di consapevolezza, curiosità, stupore e meraviglia) presentano il primo studio di Dökk, naturale continuazione di Ljós (luce), performance creata nel 2014 e presentata in alcuni dei più importanti festival europei. Interprete e performer Elena Annovi, Ava in scena, accompagnata unicamente dal proprio battito cardiaco. Dökk - Studio 0.1 è l’esito di un intenso percorso residenziale realizzato presso gli spazi della Corte Ospitale/Teatro Herberia nell’anno 2016-2017, all’interno del progetto La Corte Ospitale – residenze creative. Esito di un percorso di residenza presso gli spazi della Corte Ospitale è anche Il Misantropo di Molière nella versione del Mulino di Amleto, in scena in anteprima nazionale il 14 marzo 2017, diretto da Marco Lorenzi, con con Fabio Bisogni, Roberta Calia, Andrea Fazzari, Yuri D'Agostino, Federico Mandredi, Barbara Mazzi, Raffaele Musella. Il 29 marzo sarà la volta di Fausto Paravidino, uno dei drammaturghi protagonisti della scena contemporanea, autore, regista e interprete di I Vicini, suo ultimo spettacolo. Chiude la stagione un’altra ospite ormai tradizionale a Rubiera: l’11 aprile Marta Cuscunà interpreta per il pubblico del Teatro Herberia, La semplicità ingannata, seconda tappa del suo progetto sulle resistenze femminili, liberamente ispirato alle vicende delle clarisse di Udine, donne che trasformarono il convento in uno spazio di contestazione, di libertà di pensiero, di dissacrazione di dogmi religiosi e della cultura maschile con un fervore culturale impensabile per l’universo femminile dell’epoca.

 

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