Aldrovandi | Europa

EUROPA
Confessioni di un relativista pentito

di Emanuele Aldrovandi
con Petra Valentini, Luca Mammoli, Giusto Cucchiarini, Silvia Valsesia, Leonardo Lidi

Con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”

-Dobbiamo strappare le nostre radici.
-Che radici?
-Le radici italiane.
-Io non ho radici italiane.
-Quelle europee, allora.
-Mmm, l’errore secondo me è stato nascere nel ‘900.
-Non l’abbiamo scelto noi.
-I nostri genitori dovevano aspettare qualche anno in più. Ci mancava poco. Solo qualche anno. Saremmo stati a posto.
-Dici?

La grande speranza europea. Il libero mercato delle merci e delle persone. L’incontro fra i popoli. La fiducia che tutto sarebbe andato per il meglio se solo fossimo riusciti a mantenerci aperti e solidali. L’ironia come strumento per distruggere le vecchie certezze, superare le ideologie e i totalitarismi costruendo un nuovo modo di pensare, contingente, tollerante, liquido e pieno di possibilità.
Sembrava tutto bellissimo.
Cos’è che non ha funzionato?
Due vecchi amici osservano il fallimento dei propri sogni e di quelli delle persone che avevano intorno. Costretti ad ammettere che tutto ciò in cui credevano si è rivelato diverso da come sembrava, fra attentati terroristici, immigrati che muoiono in mare e l’avvento di nuovi totalitarismi, cercano di reagire e di dare una svolta – nel loro piccolo – alla propria vita. Ma rischiano di essere sabotati dal loro stesso approccio.


Emanuele Aldrovandi, laureato in Filosofia a Parma e in Lettere a Bologna, si è formato come autore teatrale all’Accademia d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano.  Nel 2013 con Homicide House ha vinto il più importante riconoscimento nazionale per la nuova drammaturgia, il Premio Riccione Pier Vittorio Tondelli, e i suoi testi hanno iniziato a essere messi in scena in tutta Italia. Ha vinto anche il Premio Nazionale Luigi Pirandello con Felicità, il Premio Fersen con Il generale, il Premio Hystrio e il Mario Fratti Award con Farfalle, è stato finalista al Premio Scenario e al Premio Riccione con Scusate se non siamo morti in mare, al Premio In-Box con Nessuna pietà per l’arbitro e al Premio Testori con Allarmi!.  Ha lavorato con importanti compagnie indipendenti come MaMiMò e ATIR, con alcuni fra i principali teatri italiani come il Teatro Elfo Puccini di Milano e ERT – Emilia Romagna Teatro Nazionale, è stato invitato a numerosi festival internazionali, i suoi testi sono stati tradotti e pubblicati in inglese, francese, tedesco, spagnolo, catalano, polacco e sloveno e presentati fra gli altri alla Sala Beckett di Barcellona, al Teatr Dramatyczny di Varsavia, allo Slovensko Ljudsko Gledališče di Celje, al Theater 503 di Londra e al The Tank Theater di New York. Si è occupato anche di adattamenti e versioni sceniche, ha tradotto dall’inglese testi come Trainspotting e Il curioso caso del cane ucciso a mezzanotte e ha collaborato con l’Opera di Pechino a un progetto sull’Otello di Shakespeare, si è occupato di progetti site-specific, ha scritto brevi testi per l’evento Musei a Cielo aperto organizzato a Milano in occasione dell’EXPO 2015, ha ideato e curato installazioni multimediali come la mostra Rossini Experience in collaborazione con i Musei Civici di Pesaro e ha scritto e diretto due cortometraggi.
Insegna scrittura teatrale all’Accademia d’arte drammatica Paolo Grassi e tiene vari workshop di scrittura in Italia e all’estero.  Nel 2019 ha fondato l’Associazione teatrale autori vivi.

Giusto Cucchiarini è attore diplomato alla Civica Scuola Paolo Grassi di Milano, e diplomato al Corso di Alta Formazione ERT. È attore nelle seguenti produzioni: ANGELS IN AMERICA – T. Kushner, regia Bruni / De Capitani, Teatro dell'Elfo - Fondazione Campania dei Festival; CYRANO DEVE MORIRE – da Rostand, regia Leonardo Manzan, spettacolo vincitore 'registi under30' Biennale di Venezia 2018; THE DEAD DOGS – J. Fosse, regia Dellavalle/Petris, spettacolo vincitore 'Forever Young' Corte Ospitale 2018; MOLTO RUMORE PER NULLA – W. Shakespeare, regia Maurizio Schmidt, Farneto Teatro; ATTI OSCENI – M. Kaufman, regia Bruni / Frongia, Teatro dell'Elfo; CORIOLANO - W. Shakespeare, regia Marco Plini, Mamimò; LA TARTARUGA – L. Pirandello, regia Levan Tsuladze, ERT; ALLARMI! - E. Aldrovandi, regia ErosAntEros, ERT; MEMORIE DI UN PAZZO – N. Gogol, regia Levan Tsuladze, ERT; LA SERRA - H. Pinter, regia Marco Plini, ERT / Teatro Metastasio di Prato; AUF SAND - A. Ostermaier, regia Livia Ferracchiati, Scuola Paolo Grassi / Piccolo Teatro di Milano / ERT/Mamimò; HIMMELWEG - J. Mayorga, regia Marco Plini, Mamimò / Corte Ospitale Rubiera.
È anche attore per il cinema e la televisione.

Luca Mammoli è nato ad Assisi nel 1984, laureato in lettere. Fa le prime esperienze con la compagnia ATMO di Bastia Umbra come attore, trampoliere e performer. Studia con Francis Pardeilhan (Odin Teatret), Gennadi Bogdanov (Biomeccanica di Mejerchold). Diplomato attore all’accademia Paolo Grassi di Milano nel 2011. Con il gruppo Generazione Disagio di cui è anche uno dei fondatori nel 2013 vince il premio “Giovani realtà del teatro” e nel 2015 il Roma “PlayFestival 1.0”. Ha preso parte alla web serie Klondike (La Buoncostume), in serie tv per RSI Svizzera e in vari corti, uno dei quali diretto da Emanuele Aldrovandi (Il Progresso). In teatro ha lavorato, con Maurizio Schmidt, Massimo Navone, Marco Plini, Giorgio Barberio Corsetti, ErosAnteros, Marco Maccieri, Gabriele Benedetti, Liv Ferracchiati, Pablo Solari, Filippo Renda.

Petra Valentini si diploma attrice nel 2014 alla Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Nello stesso anno partecipa allo spettacolo “La stanza là in alto”, con la regia di Renata Palminiello, all’interno del Cantiere Moline di Emilia Romagna Fondazione Teatro. Prende parte a varie produzioni del Piccolo Teatro di Milano: “Divine parole”, di Ramon Maria del Valle-Inclan, regia di Damiano Michieletto, “Questa sera si recita a soggetto” di Luigi Pirandello, regia di Federico Tiezzi, e, dal al 2019 è in tournée italiana e europea con “Elvira” a fianco di Toni Servillo. Nello stesso anno partecipa al progetto Glob(e)al Shakespeare del Teatro Bellini di Napoli facendo parte del cast di “Racconto d’inverno”, con la regia di Francesco Saponaro, e riceve la candidatura come Migliore Attrice Esordiente alle Maschere del Teatro Italiano e al Premio Virginia Reiter. Nel 2019 entra a far parte del cast del “Giardino dei Ciliegi” con la regia di Alessandro Serra.  Nel 2017 e nel 2018 è allieva del corso Dentro la scuola d’estate presso il Centro Teatrale Santa Cristina fondato da Luca Ronconi.

Silvia Valsesia, classe 1990, si trasferisce a Milano per frequentare la Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi, dove conseguirà il diploma come attrice nel 2012. Nell'estate dello stesso anno partecipa al Festival Off di Avignone con "Mistero Buffo e altre storie" di Dario Fo e Franca Rame per la regia di Massimo Navone. Nel 2013 debutta al Teatro Out Off di Milano con "Lo zoo di vetro" di T. Williams, nel ruolo di Laura, per la regia di Massimo Greco. Nello stesso anno recita in "Buon Lavoro", opera teatrale aperta firmata da Maurizio Schmidt.  La collaborazione con Schmidt continua nel 2014 con "Sogno di una notte di mezza estate" di W. Shakespeare in cui interpreta Elena, nel 2015 con "Decameron" di G. Boccaccio, nel 2017 con “Molto rumore per nulla” di W. Shakespeare in cui interpreta Ero e nel 2019 con "Memorandum" di V. Havel. Dal 2016 ad oggi recita nello spettacolo “Il Principe Mezzanotte” di Alessandro Serra (Compagnia Teatropersona) con cui viaggia in tournée in diverse città d’Italia. Nel 2017 lo spettacolo approda anche a Parigi al Théatre de la Villette nella versione interamente tradotta in francese “Le Prince Minuit”.Nel 2018 è protagonista nello spettacolo “L’Angelo dell’Informazione” di A. Moravia per la regia di Lorenzo Loris al Teatro Out Off di Milano. Nello stesso anno recita in “Alla mia età mi nascondo ancora per fumare” di Rayhana per la regia di Serena Sinigaglia al Teatro Carcano di Milano.

Leonardo Lidi nel 2012 si diploma come attore alla Scuola del Teatro Stabile di Torino diretta da Valter Malosti. Parallelamente alla recitazione ha sviluppato un interesse per la regia e la drammaturgia confrontandosi sia con autori contemporanei che con i grandi classici del teatro. Nasce così il progetto “Teatro in Vetrina”, una serie di appuntamenti nei posti più disparati, con la riscrittura de L’Amante di Arnold Wesker, Zoo di Vetro di Tennessee Williams e Katzlemacher di Fassbinder. In qualità di regista nel 2014 è chiamato dal Teatro dei Filodrammatici di Piacenza diretto da Enrico Marcotti per cui realizza: Medico per forza di Molière, Hedda Gabler di Ibsen, Il Vero Amico di Goldoni, Platonov di Cechov, Antigone di Sofocle. Fra le regie affrontate in seguito figurano: L’avvocato venexiano di Goldoni, Medea di Euripide, Altro di autori vari e Angelo della Gravità di Massimo Sgorbani.
Nel 2016 il Teatro Stabile di Torino gli affida regia e drammaturgia dello spettacolo per teatro ragazzi Peter Pan – Il sogno di Wendy e di nuovo regia e drammaturgia della trilogia teatrale di Natalia Ginzburg intitolata Qualcuno che tace, ideata in occasione delle celebrazioni della scrittrice. Come attore interpreta Socrate in Studio sul Simposio di Platone diretto da Andrea De Rosa (Emilia Romagna Teatro); Amleto nell’omonimo spettacolo firmato da Valter Malosti, con il quale aveva già affrontato Shakespeare nel ruolo di Bottom per il suo Sogno di una notte di mezza estate (Stabile di Torino); Agamennone nel ciclo Santa Estasi diretto da Antonio Latella 2016, Raskolnikov in Delitto e castigo con la regia di Kostantin Bogomolov e Memorie di un pazzo per la regia di Levan Tzuladze (Emilia Romagna Teatro); infine è il Generale Akhtar in Afghanistan: il grande gioco diretto da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani (Teatridithalia – Emilia Romagna Teatro). Nel 2017 ha vinto il bando Biennale College Teatro – Registi Under 30. Nel 2018 ha curato la regia della versione italiana di “Proprietà e atto (esilio permanente)” di Will Eno, con protagonista Francesco Mandelli (coproduzione BAM Teatro e La Corte Ospitale).

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