TIMSHEL

Nessuna risposta oltre la tua

di Massimiliano Burini e Matteo Fiorucci

progetto vincitore del bando Antenne 2020

“Quando si cammina nel bosco in una notte buia e si vede in lontananza una piccola luce, allora non si sente la stanchezza né l'oscurità né i rami taglienti che percuotono la faccia. Per vedere la luce, ci vuole la notte. Per affermare la speranza, bisogna scorgere la fatica del destino umano.”
Jerzy Grotowski

Può il futuro accadere nell’infinito presente del teatro?
Uno spazio vuoto, una scatola nera con al suo interno, collocata in sospensione, una superficie ellittica sulla quale sono proiettati video, immagini e parole.
All'interno della black box, un bozzolo semitrasparente sospeso con all'interno l'attrice e nel medesimo spazio scenico due telecamere: una direzionata verso il pubblico e l’altra verso la scena. Sulla parte alta del fondale un timer, con un countdown che si attiverà all’ingresso del pubblico.
Le scelte hanno un peso sia nella sfera individuale e personale che in quella collettiva e possono cambiare il corso degli eventi. Allo stesso modo anche il pubblico, con le proprie scelte, potrà modificare il corso dello spettacolo.

NOTE DI DRAMMATURGIA

Partire da una parola per costruire un affresco, né migliore né peggiore, piuttosto diverso, possibile. Accettare il peso della scelta, dal singolare al collettivo e dal grande al piccolo rovesciando il cannocchiale per scoprirsi dall’altra parte, come in uno specchio.
“Timshel” “Tu puoi”
Sulla scena un essere umano prende vita, può apprendere, conoscersi e cambiare. Egli racchiude in sé ciò che è proprio di ogni nuova nascita: la libertà di creare un futuro, il seme delle possibilità, di ogni possibilità. Un vedersi attraverso gli occhi di qualcos’altro per riconoscersi parte comune, non di una specie, ma di un equilibrio più grande, dove ogni scelta diventa futuro, di tutti.
“Tu puoi” è la chiave nelle mani di ognuno di noi, quella che apre la porta e permette di gettare uno sguardo sull’oltre, sul margine tra i nostri confini e le nostre infinite possibilità.
Timshel è uno sguardo che si apre su mondi prossimi, futuri possibili, per avventurarsi nell’ignoto e trovarsi dispersi, ma insieme, nella insormontabilità delle nostre più profonde domande.
Matteo Fiorucci

NOTE DI REGIA

Chi sono io? Questa è la domanda che mi ha posto un bambino di 3 anni. Una domanda semplice, pura, ma dirompente che ha continuato a risuonarmi dentro e in questo tempo così complesso, in questa pausa forzata dalla vita, si è fatta largo la necessità di trovare una risposta a quel bambino e forse a me stesso.
Intorno a questo interrogativo si concentra tutto il presente: le nostre azioni, le nostre scelte, i nostri silenzi, le nostre pause, i nostri sogni e desideri, che disegnano pezzo dopo pezzo non solo Chi, ma anche Che Cosa possiamo essere.
L'unico luogo dove poter indagare tutto questo è per me il teatro. Ho sentito, quindi, la necessità di riportare tutto ad un livello zero della ricerca, per fare un salto in avanti e in profondità, alla scoperta di che cosa possiamo essere e per farlo sono ri-partito dal Corpo, un corpo umano, vivo, pulsante, fragile e sacro, un corpo che su di sé tracci le linee, i percorsi e le traiettorie di un fare, che è incontro, scoperta, relazione, poesia, lingua necessaria per fare da ponte tra l’intimità e la coralità, portando su di sé il peso e la gioia, l'amore e l'odio, la paura e il coraggio.
Un corpo che attraverso l'azione ci dipinga un quadro di sogni e possibilità, che si ponga sul limite, con lo sguardo rivolto verso non si sa cosa, svuotandosi per riempirsi di nuovo, accettando di guardare in avanti senza scorgere nulla.
Il miglior modo per vedere il futuro forse, è inventarlo.
Massimiliano Burini

 

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