Bastasi

adattamento da L’isola degli schiavi di Marivaux

di e con Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi
e con Gaspare Balsamo
cast in via di definizione
produzione La Corte Ospitale, Carullo-Minasi

La Compagnia Carullo-Minasi continuando nel proprio percorso autoriale e registico volto ad alternare ai propri elaborati originali la rivisitazione in chiave contemporanea di opere classiche – considerati i felici e interessanti esiti delle rielaborazioni delle opere di Platone e di Leopardi  oggi intende confrontarsi con il materiale de L’isola degli Schiavi di Marivaux.
Quello di Marivaux è un testo tanto semplice per quanto geniale, sintetizzabile, a livello tematico, nell’uscire da sé per osservare le proprie miserie, nel tentativo di depurare i cuori da ogni sovrastruttura. E’ Teatro nel Teatro, è commedia nella commedia, è metafora d’un viaggio di naufraghi in cui ci si disperde in una realtà diversa e opposta alla propria perché accada il dis/velamento della verità. La linea interpretativa su cui la Compagnia intende focalizzare la propria attenzione troverà il suo perno intorno al tema del teatro, connettendovi per atmosfere e immagini lo studio de La Tempesta di Shakespeare (probabilmente nella traduzione di Quasimodo) e de I Giganti della Montagna di Pirandello.
Le connessioni con i due testi citati sono molteplici e assai interessanti investendo, primo fra tutti, il tema della finzione come “strumento rivelatore” e tutti avvalendosi del demiurgo (filosofo-mago) che impone ai suoi “uomini-attori” ogni spersonalizzazione, al fine di esistere in una vita superiore. Si aggiungono poi, sempre per tutti e tre i testi, i temi del naufragio e del gioco teatrale – con relativo scambio di ruoli  volto a raccontare con estrema ironia e sagacia la diversità e la diseguaglianza sociale, inserendoli nel più grande racconto dell’esercizio del potere. In tale direzione inevitabile sarà l’approfondimento, caro allo stesso Marivaux, della dialettica Servo-Padrone di Hegel sulla linea del lavoro sugli opposti e sul paradosso volto all’analisi del tema della complessità, oggetto di studio da anni della Compagnia. Si aggiungeranno lo studio del Discorso sulla servitù volontaria di Etienne De La Boétie e del Saggio Sull’arte di strisciare a uso dei cortigiani, facezia filosofica tratta dai manoscritti del Barone d’ Holbach.
Tramite tale occasione di produzione, i Carullo-Minasi si apriranno ad un coinvolgimento di nuovi attori, allo studio di nuove tecniche prima fra tutte quella del cunto siciliano data la collaborazione di Gaspare Balsamo di origini trapanesi, ormai trapiantato a Catania e storico allievo del Maestro Cuticchio.
Ulteriore importante relazione sarà instaurata con il Prof. Paolo Quintili dell’Università di Tor Vergata, esperto delle filosofie della natura dell’età moderna nei loro rapporti con la riflessione sull’arte in genere, oltre che unico traduttore italiano del testo de L'isola degli Schiavi di Marivaux, considerate le sue costanti collaborazioni con la Sorbonne di Parigi. Ciò consentirà alla Compagnia un approccio approfondito sulla Filosofia dei Lumi sulla linea del percorso e dello stile della stessa, improntati ad uno studio costantemente legato a precetti d’indagine filosofica e sociale. 

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