Proprietà e atto

(Title and deed)

di Will Eno
con Francesco Mandelli
regia Leonardo Lidi
produzione La Corte Ospitale e BAM Teatro

Proprietà e atto è un monologo interpretato da un uomo che viene da qualche parte imprecisata e che è arrivato qui. Nei suoi esilaranti e strazianti tentativi di comprendere se stesso e il mondo che gli è rimasto, o di comprendere noi e il mondo in cui è arrivato, getta una luce decisamente necessaria sulla nostra esperienza collettiva.

"Il tempo di esecuzione, se l’attore non muore o pensa ad altro, è di circa un’ora."

  Will Eno

 

Proprietà e atto (Title and deed) di Will Eno è idealmente un terzo tempo, dopo Thom Pain e Lady Grey di riflessione sull’esistenza e il valore del tempo nelle nostre vite.

Will Eno, celebre drammaturgo del teatro minimale americano, già finalista  Pulitzer per la sezione  Teatro con Thom Pain nel 2005, in Proprietà e atto con ironia e sarcasmo – senza dimenticare le digressioni poetiche a cui la sua scrittura ci ha abituato – concentra la sua riflessione sulla vita come stato di esilio permanente.
Il testo, attraverso un sinuoso scorrere di aneddoti e visioni particolari, parla del nostro essere “senza dimora” in questo mondo. Divaga sul significato e l’impronta che lasciano le parole nel vivere quotidiano, sul senso della memoria e sulla solitudine.

“Non importa se vi troviate in giardino o dall’altra parte del più freddo degli oceani” – dice il narratore/personaggio, “siete e sarete sempre lontani da casa vostra, non dei clochard, necessariamente, ma degli a-dimorati”.
Lo spettacolo ha debuttato in prima esecuzione ad Edimburgo nel 2014, Festival che acclamò al mondo il talento prodigioso di Will Eno.

“Audace, spettacolare, divertente. Poesia da palcoscenico di alto livello” – The New Yorker

“Una riflessione sulla vita come stato di esilio permanente” – The NY Times

“Uno straniero nella terra di Beckett” – Theater reviews

“Spirito malinconico, humor distorto, momenti lirici, testo per nulla facile, scritto riga per riga in maniera splendida e ingegnosa. L’impronta dell’idolo Samuel Beckett è pesante e riconoscibile nella scrittura dell’iconico Will Eno”

“Will Eno è il Samuel Beckett della generazione di Jon Steward”

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