Residenze Artistiche

La Corte Ospitale è strutturalmente luogo ideale di creazione, con le sue sale prove, la foresteria, la cucina attrezzata, la disponibilità di un teatro concesso in convenzione dall’amministrazione comunale.
La residenza è il punto di incontro tra l’artista e il territorio: è offrire un’opportunità creativa a nuclei che ne sono privi e, allo stesso tempo, riversare le energie di un progetto in un luogo e misurarne la ricettività attraverso il coinvolgimento concreto, non solo in termini di condivisione della performance, ma di condivisione del progetto artistico. In una dimensione perfetta, attraverso la residenza, si viene a creare un vero e proprio dialogo tra l’artista e il territorio, uno scambio in grado di generare un reciproco arricchimento.
Incontrare gli artisti per le strade del paese, assistere alle prove aperte degli spettacoli, percepire il lavoro quotidiano, profondo, faticoso, che sta dietro ad ogni allestimento, rende partecipe la comunità dell’azione creativa ed è di importanza strategica per la percezione che la cittadinanza matura nei confronti del teatro.
Nel corso degli anni l’esperienza residenziale messa in atto nel centro è cresciuta, si è modificata, si è adeguata ai bilanci e alle risorse a disposizione, ha preso strade diverse (e di conseguenza modelli organizzativi differenti) a seconda del rapporto che il centro ha e ha avuto con gli artisti ospiti. In alcuni casi la residenza creativa è stata la base di un rapporto che poi si è evoluto ed è passato dall’ospitalità alla produzione.
Per i residenti e per gli artisti ospitati è un’occasione imperdibile di scambio, dialogo, confronto, crescita. 

Tre sono le linee guida su cui si sviluppa il progetto residenziale della Corte Ospitale:

// Le residenze/prove per gli allestimenti prodotti dal centro: gli artisti che costituiscono il cuore del progetto artistico del centro, Danio Manfredini, Giuliana Musso, Oscar de Summa, Paolo Rossi, Roberta Biagiarelli, usufruiscono degli spazi prove e della foresteria del centro per gli allestimenti dei progetti produttivi che dopo l’anteprima nazionale a Rubiera circuiteranno nei teatri di tutto il territorio nazionale. 

// Le residenze di artisti e compagnie che La Corte Ospitale sostiene offrendo la disponibilità degli spazi e un sostegno artistico e organizzativo per la peculiarità dei progetti, la rilevanza degli artisti coinvolti e/o infine per l’interesse a collaborare con le strutture che producono quegli spettacoli, con l’intento di rientrare in una rete virtuosa di scambi artistici ed organizzativi tra strutture che operano in Italia.
Ne citiamo solo alcune: il riallestimento di 18mila giorni – Il pitone con Giuseppe Battiston e Gianmaria Testa; l’allestimento di Francamente me ne infischio, regia di Antonio Latella (in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione, lo spettacolo ha vinto il premio UBU 2013 per migliore attrice protagonista); di Penthesilea, il progetto internazionale ideato dagli Zerogrammi, compagnia di teatro-danza; di Figli di Davide Iodice prodotto dal Teatro Mercadante, Teatro Stabile di Napoli; di Displace dei Muta Imago. In passato, La Corte Ospitale ha accolto alcuni progetti creativi che hanno avuto una vita importante nel corso degli anni di tournée; tra questi ci piace ricordare in particolare Sarà una bella società di Edmondo Berselli, con Shel Shapiro, e Sotto paga non si paga di Dario Fo, con Antonio Catania e Marina Massironi. Sono stati inoltre ospiti prestigiosi del centro Massimo Castri, Moni Ovadia, Giorgio Rossi, Francesco Scavetta, Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, Jurij Alschitz, Ruggero Cara, Corrado Augias, Simona Bucci, Fulvio Ianneo, Gabriele Vacis, Giulio Casale, Francesco Niccolini, Alessandro Benvenuti. Ogni ospite e ogni progetto ha lasciato a Rubiera traccia del suo passaggio con un’apertura al pubblico sotto forma di performance e/o incontro.

// Forever Young è il progetto residenziale per compagnie teatrali under 35 e/o emergenti con il quale La Corte Ospitale intende offrire alle giovani compagnie italiane un’opportunità di confronto con il palcoscenico e con le dinamiche dell’allestimento teatrale, oltre a un sostegno concreto alla produzione. L’obiettivo è quello di contribuire nel tempo alla realizzazione di un osservatorio permanente sui nuovi linguaggi scenici.

 

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