Il Crepuscolo

LA GLORIA
di Fabrizio Sinisi
con Alessandro Bay Rossi, Alfonso De Vreese, Marina Occhionero
regia Mario Scandale

Basato su inedite ricerche storiche, e composto per la sua maggior parte da fatti ed episodi realmente accaduti, La Gloria racconta la vicenda di Adolf Hitler in un periodo quasi sconosciuto della sua biografia: quando, nel 1907, appena ventenne, insieme all’amico August Kubizek, si trasferì da Linz a Vienna con lo scopo di entrare all’Accademia di Belle Arti e diventare un grande pittore. Il sogno di gloria dell’aspirante artista cadrà nel vuoto: respinto per ben due volte dall’Accademia, ma incapace di ammettere la propria mancanza di talento, Adolf monterà nei confronti di Kubizek – unico suo amico e probabilmente suo primo, inammissibile amore – un formidabile castello di bugie. Ma la finzione finirà per crollare: scoperto e umiliato, Adolf romperà il rapporto con Kubizek, sprofondando nella miseria più nera e riducendosi per ben tre anni allo stato di senzatetto nella periferia viennese. La disperazione della sua condizione lo spingerà poi, allo scoppiare della Prima Guerra Mondiale, a recarsi a Monaco e ad arruolarsi nell’esercito, dando così inizio al suo tragico percorso politico.


«Il lavoro su La gloria ha per noi sicuramente un valore politico; ci accomuna una forte esigenza di lavorare sulla memoria storica della cultura europea, sui fondamenti psicologici e storici che stanno alle radici di una dittatura. Vogliamo indagare certi meccanismi, certi comportamenti – primo fra tutti quello della bugia sistematica – e metterli in luce come meccanismi che non smettono tutt’oggi di essere estremamente pericolosi. Il testo inizia con l’incontro tra il giovane Adolf e August al Teatro dell’Opera di Linz, durante il terzo atto del Tristano di Wagner.  I due discutono della musica, di quanto i compositori tedeschi siano ineguagliabili, di architettura, pittura e del teatro di prosa Adolf dichiara di trovare insopportabile il pubblico del teatro: “Guardali li vedi / seduti appollaiati/ soddisfatti / vengono qui / senza spirito critico/ vengono qui senza partecipare/ subiscono lo spettacolo” partendo proprio da questo gioco di teatro nel teatro immagino un allestimento prettamente meta teatrale. Il luogo unico della rappresentazione sarà quindi il teatro stesso. Lo svelamento dell'artificio illusorio dell'evento teatrale renderà palese l'intero impianto fittizio dell'azione scenica, mostrando l'illusorietà, non solo della rappresentazione, ma anche della realtà tangibile dagli spettatori. L’intento è quello di stimolare per l’appunto lo spirito critico dello spettatore. Il cuore dell’operazione saranno quindi gli attori che con la recitazione porteranno gli spettatori in tutti i luoghi dello spettacolo. Un meccanismo scenico fortemente visionario, simbolico e antinaturalistico. Per questo ho voluto coinvolgere tre attori che vengono da tre diverse scuole teatrali, tre fra i migliori attori della più giovane generazione di attori: Alessandro Bay Rossi per il ruolo di Adolf Hitler, Alfonso De Vreese per il ruolo di August Kubizek e Marina Occhionero per il ruolo di Stefanie, giovane allieva di August». Mario Scandale


«La gloria, con il suo ritratto del “mostro da giovane”,intende analizzare i rapporti tra megalomania e potere, tra gioventù e sopraffazione, gioventù e spirito autoritario. Il giovanissimo Hitler si muove nel contesto di un’Europa che – pericolosamente simile a quella di oggi – vive in uno stato d’instabilità, di precarietà, d’inquietudine tali che la porteranno a credere alle bugie di un tiranno megalomane di terrificante mediocrità: un artista fallito e disperato il cui unico desiderio da ragazzo era quello di diventare famoso, e che si troverà invece a diventare un mostro capace di provocare la più terribile ferita della storia dell’Occidente. La gloria si pone quindi come un piccolo studio sulle origini delle dittature nel mondo occidentale, e sui suoi intricati rapporti con la psiche giovanile». Fabrizio Sinisi