venerd́ 3 ottobre 2008, ore 21.00
D'ora in poi
La Compagnia BabyGang presenta D'ora in poi, come sarebbe se fosse diverso? di Carolina De La Calle Casanova, con Renato Avallone, Federico Bonaconza, Elisa Bottiglieri, Paolo Faroni, Silvia Paoli, Marco Ripoldi, Valentina Scuderi e, nel ruolo del protagonista, uno dei maestri del teatro italiano. Ma chi è oggi il maestro? Chi è l'ultimo bohémien? Chi si presterà con loro al gioco di raccontare questa storia? Non è uno di loro, non può esserlo. Non può avere la loro età, non può avere una storia simile alle loro.
Solo il pubblico che assisterà allo spettacolo scoprirà la sua identità.
"Charles Baudelaire, Paul Verlaine, Jack Kerouac, Tennessee Williams, Dylan Thomas, Joseph Roth, Truman Capote, Jimi Hendrix, Jim Morrison, Kurt Cobain, Elvis Presley, Janis Joplin, Ed Wood, John Belushi, Marylin Monroe, Max Stella, Friedrich Nietzsche, Henri de Toulouse-Lautrec, Vincent Van Gogh, Antonin Artaud, Marco Pantani, Ettore Majorana...
Gli scapigliati, la bohème, i poeti maledetti, i "geni e sregolatezza" hanno lasciato un segno indelebile. Loro hanno visto l'abisso, il baratro dell'animo umano. Loro, luci di bohème, sono stati dall'altra parte e hanno visto quello che "noi umani non possiamo immaginare". Tanti diversi modi di morire in versi: droghe, alcool e tanta fama in solitudine.
Noi viviamo a mosca cieca, tra la crudeltà e l'ingenuità di un gioco che ci rende giovani in eterno. E in questa storia scaviamo nella fossa di uno degli ultimi bohèmien per poter toccare con mano per l'ultima volta il passato.
D'ora in poi parla del giorno della morte di Max Stella, l'ultimo bohemién, l'ultimo maestro disponibile. A raccontare la sua storia è un coro, una piccola umanità che ruota attorno al protagonista e fa tutto il possibile perché le cose si ripetano esattamente così come sono andate. Usa il protagonista come burattino di se stesso: perché è più facile raccontare la storia di qualcun altro che scrivere la propria.
E' uno spettacolo dedicato ai cattivi e buoni esempi, al nostro mestiere, alla nostra generazione che non sa trovare più il proprio spazio, il proprio tempo, che deve imparare a dimenticare i maestri per uscire nel presente e correre con le proprie gambe - e forse in futuro decidere se diventare maestro a propria volta. D'ora in poi: come sarebbe se fosse diverso?: bene o male che vada, nulla potrà essere come prima, ma forse è tempo di uscire e correre. Adesso."


