Vocazione

Danio Manfredini

Data spettacolo

2

dicembre
2016

Teatro Herberia

Ore: 21

Ideazione e regia Danio Manfredini
Con Danio Manfredini e Vincenzo Del Prete
Assistente alla regia Vincenzo Del Prete
Progetto musicale Danio Manfredini, Cristina Pavarotti, Massimo Neri
Disegno luci Lucia Manghi, Luigi Biondi
Collaborazione ai video Stefano Muti
Sarta Nuvia Valestri
Produzione La Corte Ospitale
Un ringraziamento a tutti coloro che hanno sostenuto il progetto attraverso la campagna di crowdfunding, in particolare ai “coproduttori” Sotto-Controllo, Elsinor Teatro Stabile di Innovazione, Versiliadanza, Collettivo di Ricerca Teatrale – Vittorio Veneto

Lo spettacolo è programmato all’interno di “Danio Manfredini, una retrospettiva”, spettacoli e incontri di e con Danio Manfredini a Reggio Emilia, Correggio, Casalgrande, Sassuolo e Rubiera, realizzati in collaborazione con ATER.

“Mi apro ad un percorso di lavoro che verte sul tema dell’artista di teatro.
Metto a fuoco questo soggetto in un momento in cui sembra inutile, non necessario,
occuparsi di quest’arte e di conseguenza dell’attore-autore-regista teatrale, figura che sembra in disuso.
Fosse anche, come si dice, che il teatro è destinato a sparire, sarebbe comunque un privilegio dare luce al tramonto” Danio Manfredini

 


Vocazione è il viaggio di un artista di teatro nelle sue paure, desideri e consapevolezze legati alla pratica del suo mestiere. L’artista prende ispirazione da frammenti di opere teatrali dove protagonisti sono gli attori di teatro e da frammenti del suo stesso repertorio di autore.
Nel microcosmo del palcoscenico, ritrova nella condizione di altri attori che prima di lui hanno preso la strada del teatro, l’inquietudine dell’uomo: paura del fallimento, della follia, desiderio di evasione, domande sulla propria motivazione, vocazione, paura di perdersi nelle dinamiche relazionali umane, buttare uno sguardo verso il momento del proprio tramonto e il momento dell’addio alla propria passione. Con lui sulla scena un attore fa da partner all’artista e incarna di frequente il ruolo della ragionevolezza, del tentativo di richiamare alla sobrietà un mestiere che l’artista tende a portare verso direzioni più estreme, tuttavia lo segue.

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