IL SENSO DELLA VITA DI EMMA

Fausto Paravidino

Data spettacolo

31

marzo
2019

Teatro Herberia

Ore: 21

di Fausto Paravidino
regia Fausto Paravidino
scene Laura Benzi
costumi Sandra Cardini
luci Lorenzo Carlucci
musiche originali Enrico Melozzi
eseguite da Orchestra Notturna Clandestina diretta dall’autore
maschere Stefano Ciammitti
con Fausto Paravidino, Iris Fusetti, Eva Cambiale, Jacopo Maria Bicocchi, Angelica Leo
e con Gianluca Bazzoli, Giuliano Comin, Giacomo Dossi, Marianna Folli, Emilia Piz, Sara Rosa Losilla, Maria Giulia Scarcella
produzione Teatro Stabile di Bolzano
coproduzione con Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

Il senso della vita di Emma delinea l’epopea di una famiglia che va dagli anni Sessanta - quando i genitori di Emma si conoscono - fino ai giorni nostri. Una fitta rete di relazioni tra due famiglie di amici tracciano l’affresco di alcuni decenni di vita italiana, quelli in cui è nata e cresciuta la Generazione X. Il tratto pungente e affilato con cui Paravidino modella i personaggi attraverso i dialoghi dà vita a un racconto che parla di arte, relazioni, politica, ecologia, scelte, delineando abilmente tre storie di donne «Siamo all’opening di una galleria, tra i quadri c’è il ritratto di una donna: Emma. Di lei conosciamo solo la sua faccia dipinta. Quanto dobbiamo sapere del soggetto per apprezzare l’opera?» questa riflessione ci introduce alla storia di Emma, raccontata e agita dalle persone della vita di Emma: la madre, il padre, il fratello, la sorella, gli amici dei genitori, il parroco, una vicina... ma non da Emma. «Emma non parla, perché Emma è scomparsa. Emma è scomparsa volontariamente e le persone della vita di Emma si chiedono perché Emma abbia fatto come sua madre quando era incinta di lei. Allora era scomparsa, era scomparsa perché non sopportava più la sua vita, ma sapevano tutti dov’era: era da Clara e da Giorgio, i suoi amici. Emma invece nessuno sa dov’è. Sanno che non ha più il profilo Facebook né il telefono e sanno che è stata avvistata in Kosovo e che ci sono due persone che ricevono notizie di lei. Sanno che sta bene. E che, prima che cali la tela, tornerà». 

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